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Stefano Raimondi, N° 1 nel nuoto e nella vita

Stefano Raimondi, N° 1 nel nuoto e nella vita

Intervista esclusiva a Stefano Raimondi nuotatore paralimpico che ha vinto 7 medaglie alle Paralimpiadi di Tokyo!

STEFANO RAIMONDI, Soave, classe 1998, nuotatore paralimpico italiano. Inizia a nuotare in agonistica da bambino. Grandi sogni, ma a 15 anni ha un incidente in moto, una lesione alla gamba sinistra stravolge le prospettive e i suoi sogni.

Stefano non può e non vuole più nuotare, ma grazie all’incoraggiamento di chi lo ama e alla sua grande forza, l’acqua lo salva e comincia la sua nuova vita da campione. Campione europeo e mondiale, 7 medaglie vinte alle Paralimpiadi di Tokyo, Oro nei 100 rana, Argento nei 100 farfalla, 100 dorso, 200 misti, 4×100 misti e Bronzo nella 4×100 mista e 100 stile. L’amore per l’acqua e per Giulia Terzi riserva grandi vittorie.

 

Cambia la vita in un attimo, pensi sia finita invece ricomincia e diventi un grande campione. Cosa ricordi del tuo primo tuffo?

 

“Quando mi sono ritrovato nel letto dell’ospedale è stata dura. Ero tornato da un mese dalla mia prima trasferta con la squadra nazionale normodotati e avevo un sacco di ambizioni. Mi è crollato tutto e non ne volevo sapere più niente di nuoto, gare e altro. Mia mamma mi ha spinto a continuare e sono felice di averla ascoltata. Nel 2017 sono entrato ufficialmente nella squadra nazionale paralimpica e i nuovi stimoli mi hanno permesso di migliorare non solo i tempi in vasca ma anche e soprattutto come persona. Il primo tuffo è stato diverso da come me lo ricordavo, la gamba all’inizio non rispondeva molto, ma è stato bello. L’acqua è sempre stato il mio posto sicuro ed io ero lo stesso li, nonostante l’incidente”.

Quando ti sei detto ricomincio?

 

“Mi ha spinto mia mamma, io ero demoralizzato perché pensavo di non poter più raggiungere i risultati di prima. L’anno dopo ero di nuovo sul podio ai campionati italiani fin, nonostante il deficit alla gamba. In quel momento ho avuto tutte le certezze e consapevolezze che mi servivano per continuare”.

Cosa puoi dire ai giovani che non trovano il coraggio di rinascere?

 

“Ai giovani direi che la vita è piena di ostacoli, ci saranno momenti in cui tutto sembra nero. Ma la vita è solo una e, nonostante si possa sbagliare, è solo chi sbaglia che ha tentato”.

Un destino scritto da vincitore nel nuoto e nella vita. Cosa ti ha insegnato l’amore e Giulia Terzi?

 

“L’amore mi ha insegnato che si può fare affidamento non solo sulla famiglia e con il mio carattere non è sempre facile fidarsi. Giulia in particolare mi ha insegnato a mostrare i miei sentimenti e a non nascondermi dietro ad una maschera perché ci sarà sempre chi ti apprezza per quello che sei. Con lei condivido tanto e c’è sempre un continuo confronto. Questo mi e ci aiuta ogni giorno”.

C’è una pazzia che vorresti fare?

 

“Mi piacerebbe fare un giro in pista ad alta velocità con una macchina da corsa”.

Quando non ti alleni cosa ami fare?

“Ho sempre avuto la passione per i motori. Nonostante l’incidente l’abbia fatto in moto, io nel mio tempo libero amo girare con gli amici in moto. Mi piace molto anche guardare serie tv e giocare ai videogiochi con gli amici”.

Qual è il sogno di Stefano Raimondi, il nuotatore paralimpico italiano?

 

“Sotto l’aspetto sportivo mi piacerebbe migliorare i risultati che ho ottenuto alla Paralimpiade di Tokyo portando in Italia qualche oro in più. Dal punto di vista lavorativo sono felice che il mio desiderio di entrare nel gruppo sportivo fiamme oro/Polizia di stato si stia realizzando. A livello personale sarà quello di creare una Famiglia”!

Stefano raimondi e giulia terzi

Articolo a cura di Milena Morselli e Rita Barbarossa

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