Music

Intervista a Silent Bob e Sick Budd per il loro Habitat Cielo

Intervista esclusiva a Silent Bob e Sick Budd

Intervista a Silent Bob e Sick Budd in occasione dell'uscita del loro nuovo album "Habitat Cielo"

Esclusiva intervista al musicista Rap/Hip Hop e molto di più, SILENT BOB. L’artista  nasce nel 1999, tra il passaggio traumatico del nuovo secolo e il Millennium bug. Appena nato, già destinato ad essere influenzato dal cielo del nuovo millennio, avvolto dall’incertezza e dall’ansia della nuova vulnerabilità umana degli anni 2000. Il suo primo gemito da neonato “MAMMA HO L’ANSIA”, oggi è il suo nuovo singolo. Parla poco, ma scrive divinamente, guidato da chissà quale congiunzione astrale.

Crudo, diretto, disturbante e dissacrante, esagerato al limite del pericolo, ma lui non ha paura. Gli inconfondibili e geniali SILENT BOB e SICK BUDD con l’ultimo album “HABITAT CIELO” guardano in faccia l’ansia e la raccontano con sonorità libere al di fuori del rap, sfumate come l’anima; blues, lo-fi, Indie, grunge. In “HABITAT CIELO” spingono al coraggio di cambiare, di scegliere la strada senza farsi influenzare, senza porsi il limite di piacere, liberi di sbattere la verità in faccia anche quando fa male, perché forse questo è l’unico modo per guarire.

SILENT BOB, uno dei più quotati esponenti della nuova scena italiana rap e oltre. Sei consapevole della tua forza e del tuo coraggio?

“Più o meno, mi sottovaluto tanto. A volte penso di meritarmi di più altre volte mi sembra di non meritarmi nulla. Parlo di coraggio e di forza per darne agli altri e a me. Quando scrivo sono Edoardo, Silent Bob è solo un soprannome. Non sono uno di quelli che si mette una maschera per fare la sua musica.”

Sei introspettivo, parli poco, ma scrivi divinamente, sbatti la verità in faccia senza paura. È la sofferenza che ti spinge ad essere così crudo e dissacrante?

“In realtà non so cosa mi spinge ad essere così quando scrivo. Ogni tanto provo a fare cose più allegre ma con scarsi risultati. Probabilmente pe me scrivere è stato più uno sfogo che un vero e proprio passatempo.

Con l’album “HABITAT CIELO” in uscita il 31 Marzo, forse per la prima volta tu e SILCK BUDD avete guardato in faccia l’ansia. Se la disegni che immagine ha?

“Vero. Entrambi ne abbiamo sofferto in due momenti diversi ma poi ci siamo trovati molto vicini sul tema. Ha l’aspetto di una donna nel mio caso non so se giovane o anziana. La vedo un po’ come una compagna di cella. Antipatica ma a cui devi abituarti per forza”.

“HABIT CIELO” è un album senza limiti, libero, senza censure. In quale brano pensi di aver esagerato e perché?

“Non credo di aver esagerato in termini di linguaggio. Sicuramente ho scavato a fondo come mio solito e alcune cose risulteranno abbastanza pesanti, anche più di prima, ma tutto volutamente.”

La tua ansia e la tua fragilità avevano raggiunto una fase acuta. Scrivere e diventare Silent Bob non ti ha aiutato fino in fondo, sei dovuto arrivare all’album per capire. Cosa ti mancava?

“Ho capito che mi mancherà sempre qualcosa. Posso raggiungere gli obiettivi più importanti che mi ero prefissato ma finisce di volere sempre di più. Godersi la vita con questa mentalità non è facile.

Habitat Cielo andrà in Tour il 12 maggio all’Orion di Roma e il 19 al Fabrique di Milano. Cosa vi aspettate? Potrà essere un appuntamento per guarire anche l’ansia di chi vi ascolta?

“Io lo spero. Dopo il primo tour leggevo spesso commenti del tipo… “è stato terapeutico” o “ho risparmiato 50 € di psicologa”… e fa lo stesso effetto a me. Quando sei sul palco non pensi a nulla e avendo anche io questo problema , ossia del pensare ossessivamente a tante cose pure mentre dormo, mi aiuta a staccare per qualche ora”.

SILENT BOB e SICK BUDD producer, un connubio speciale. Quanto è importante avere vicino una persona che riesca a guardare il mondo con gli stessi occhi?

“Per me è essenziale. Soprattutto perché spesso non vedo la mia musica come in realtà è. Ci sono tante tracce che sono andate bene e di cui io non ero convinto ma Budd si. Questa cosa mi aiuta molto”.

In “PIOVE ANCORA”, un tuo brano, scrivi; “Sbagliare fa parte del mio gene…” c’è un errore che non ti perdoni?

“No nessuno. Bisogna fare errori so che è banale ma se non sbagli non cresci. Io spero a volte che qualcosa vada male così da capire come aggiustare il tutto in futuro. Se ti va tutto sempre bene o ti stanno mentendo o sei tu che non vuoi accettare la verità. Poi dipende dalle ambizioni che uno ha nella vita”.

Nasci Edoardo Fontana silenzioso nella provincia pavese e rubi il nome al personaggio del film “Jay, SILENT BOB…Fermate Hollywood!”. Cosa nascondono i silenzi di un bambino?

“Le insicurezze credo. Non penso sia mai colpa di un bambino se è timido. E ti parlo di “colpa” perché penso che la timidezza da così piccoli non dovrebbe esistere o dovrebbe essere vista come insicurezza più che come una semplice parte del carattere. Se non sei sereno già a sei anni per dire ti porterai dietro quella cosa per sempre. O almeno a me è successo così.”

Oggi qual è il sogno di SILENT BOB e di SICK BUDD?

“Fare musica e camparci è sempre stato quello che desideravo. Ad oggi il mio sogno è continuare a vivere il mio sogno.”

SILENT BOB & SICK BUDD Intervista GDP Magazine credit Bluechips Studio 2

Credits: Bluechips Studio

Intervista a cura di Milena Morselli e Rita Barbarossa, apri il link in basso e segui GDP Magazine sul nostro profilo ufficiale Instagram!