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Francesco Aquila, vincitore di Masterchef10. Il suo ingrediente, l’umiltà!

Francesco Aquila, vincitore di Masterchef10. Il suo ingrediente, l’umilta’!

La sua ricetta perfetta: amore, professionalità, ordine, simpatia e un pizzico di polvere di rucola.

Il vincitore assoluto e più amato della decima edizione di MasterChef è il talentuoso Francesco Aquila, 35 anni. Deciso in cucina e padrone delle telecamere, dietro l’occhiale seduttivo c’è un Johnny Deep italiano ai fornelli. Parte da Gravina di Puglia, arriva a Bellaria. Inizia a lavorare come cameriere, maitre nella stagione estiva e docente di sala nella scuola alberghiera in inverno. La voglia di fare e di farcela lo contraddistingue, così tenta la candidatura a MasterChef 2015, ma non viene preso. Abbandona per anni l’idea, poi nel 2020 si ricandida per gioco. Il gioco questa volta lo vince lui.

MasterChef lo contatta, Aquila vola a Milano e cambia la sua vita. Barbieri, Cannavacciulo e Locatelli lo proclamano vincitore di MasterChef10. Per fortuna nostra, come il prezzemolo, oggi è dappertutto, Zio Bricco! In tv, sui cartelloni della città, sullo yacht di Armani, ma i suoi valori sono rimasti gli stessi di un tempo, professionalità e umiltà.

Una cucina, quella di Francesco Aquila, che nasce dal cuore e dalla sua infanzia. Una creatività tutta italiana che va a curiosare tra la tradizione e l’innovazione. La piadina romagnola si trasforma in una piadina gourmet, spuma di squacquerone, chips di crudo e polvere di rucola. Una cucina che sa di buono come il suo Chef. Per Aquila è il caso di dire che bolle tanto in pentola.

MasterChef Magazine, Papà Chef, Mystery per due, MasterChef Academy, Il volo dell’Aquila, Food Network, food blogger, collaborazioni, consulenze, portavoce delle difficoltà dei giovani che si avvicinano alla ristorazione e non per ultimo il suo libro già alla terza ristampa “My Way. Zio Bricco che ricette!”.

Oltre lo Chef, un personaggio. La sua forza, saper tenere i piedi per terra e un mestolo in mano con la stessa sicurezza di chi sa che non si smette mai d’imparare. Nell’intervista ci svelerà gli ingredienti del suo successo.

Sei entrato a MasterChef dicendo che avevi fame, fame di vittoria, fame di rivalsa, hai ancora quella fame? Ti sei tolto qualche sassolino con questo successo?

“L’appetito vien mangiando, più mangi più mangeresti. Mi sono tolto parecchi sassolini dalla scarpa, anni fa non pensavo minimamente di arrivare a tutto questo, ma oggi è reale e a settembre/ottobre uscirò con il mio nuovo programma su Food Network. Sono molto molto contento e ho ancora tanta fame!”

Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli, abbina ad ognuno un ingrediente culinario.

 “Vediamo… a Cannavacciuolo abbino il limone, a Locatelli assolutamente il caviale e a Barbieri abbino la… mortadella, sì a mortadella”.

A noi di Gdpmagazine la domanda viene spontanea: ti capita mai di cucinare ascoltando canzoni? Se sì quali? Nel mondo della musica, per chi ti piacerebbe preparare una bella cenetta e cosa prepareresti?

“Quando cucino ascolto tanta musica. Vario nei generi, rock, pop, commerciale. Amo anche la musica classica, i sottofondi strumentali, il pianoforte, il violino. La musica mi libera la mente, mi fa star bene e a volte mi dà l’ispirazione. Nel mondo della musica mi piacerebbe cucinare per le icone che ascoltavo da bambino, tipo Vasco Rossi, Max Pezzali..”

Sei stato eliminato alla prima candidatura nel 2015, eri deluso, poi nel 2020 per gioco ci riprovi e ti contattano. Cosa hai scritto di così convincente da farti selezionare?

“Diciamo che dal 2015 al 2020 mi sono specializzato nel mondo del lavoro, ho studiato tanto, volevo diventare un professionista della ristorazione e ci sono riuscito. Nel 2015 ero ancora acerbo. Nella candidatura di fatto non ho scritto nulla di convincente, ho semplicemente scritto cose vere che rispecchiavano la mia storia di lavoro e di vita”.

Quale momento dietro le quinte di MasterChef10 porterai sempre nel cuore?

“L’attesa prima di entrare nella Masterclass. Quel corridoio lunghissimo, era tipo “Il miglio verde”, come se dovessi andare verso la pena di morte, una sensazione fortissima, ma anche bellissima. Il mio pensiero ogni volta era che poteva essere l’ultima volta che percorrevo quel pezzo di corridoio lungo le cucine. Si avvertiva una tensione pazzesca, l’agitazione, la felicità, venivano fuori tutti i sentimenti da ognuno di noi. Stupendo…Zio Bricco!”

Una battuta per solleticare la tua simpatia: durante la finale, tra il peperone, le cime di rapa, la cicoria e il cocco, chi di questi ha saputo starti più vicino?

“Ahahah, i miei angeli custodi durante la finale, uno a destra e l’altro a sinistra sono stati le cime di rapa, il peperone crusco e pure la borragine dietro le quinte. Sono materie prime che conosco bene e che mi riportano con i ricordi alla Puglia”.

Come hai più volte detto, tua figlia di 5 anni è stata la forza che ti ha fatto andare avanti. Qual è il suo piatto preferito? Avete visto il cartone Ratatouille?

“Mia figlia Ludovica di 5 anni ha cambiato gusti tante volte. Adesso per esempio ce l’ha con il pesce e con le verdure, ma io trovo sempre il modo di fargliele mangiare. Le preparo sotto forma di estratto o fatte a polpette. Non ha un piatto preferito, ma va matta per la lasagna! Prima non apprezzava il cartone animato “Ratatouille”, oggi invece assolutamente sì”.

Con MasterChef hai vinto 100mila euro, qual è la prima cosa che hai comprato?

“Innanzitutto non sono proprio 100mila euro, perché tra cambi e tutto il resto arriviamo a un po’ meno, che vanno benissimo lo stesso! La prima cosa che ho comprato è un set di coltelli ad hoc. Poi regalini piccoli per la mia famiglia. Faccio come la formica, quando li ho li metto via, altrimenti è finita la festa”.

Tornerai nelle Scuole Alberghiere, cosa trasmetterai ai giovani cuochi e camerieri? Trovi che sia importante riavvicinare i giovanissimi ai sapori della tradizione? 

“Assolutamete si! Il 26 tornerò a scuola, come docente di sala bar per gli studenti dello IAL di Cesenatico. Penso sia fondamentale avvicinare i giovani ai sapori classici della nostra cucina. È importantissimo prima di tutto conoscere e riconoscere quei gusti, le basi, le tecniche della cucina tradizionale perché senza storia e tradizione non può esserci innovazione e i giovani questo devono ricordarlo sempre”.

Qual è la ricetta della tua felicità?

“Cucinare con amore. Questo è l’ingrediente segreto, che nessuno conosce. Ma attenzione, se ce l’hai dentro e lo metti nei piatti che cucini o in ciò che fai hai vinto”!

È stato un vero piacere poterti intervistare. In Ratatouille lo Chef Gusteau diceva “Chiunque può cucinare ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi” e come il topo Remy, vedrai l’insegna del tuo sogno accendersi perché te lo meriti. Con simpatia

 

Le interviste delle bolognesi Milena Morselli e Rita Barbarossa

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