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Elena Bertocchi, la regina dei tuffi

Elena Bertocchi, la regina dei tuffi

Intervista esclusiva alla tuffatrice olimpica Elena Bertocchi e campionessa Europea

ELENA BERTOCCHI, tuffatrice olimpica italiana, 1994, Milano. Campionessa europea, specialista in trampolino e sincro. Ori, Argenti e bronzi agli Europei e ai Mondiali. Grande e grintosa atleta e Dottoressa in Scienze Motorie. Perfezionista, determinata, crede in se stessa come i grandi campioni. ELENA BERTOCCHI è pronta a rituffarsi nei Cinque Cerchi delle Olimpiadi e noi con lei.

Elena, Campionessa Europea, qual è il tuo motto?

“Believe in yourself, infatti ce l’ho anche tatuato sul piede destro.”

Cosa spinge una bambina a dire: “voglio essere una tuffatrice”?

“Mi ricordo che quando ero piccola e frequentavo il corso di nuoto, l’unica cosa che aspettavo con ansia erano i tuffi dal cubetto a fine allenamento, ogni volta mi sembrava di volare, era un momento di liberazione e spensieratezza”.

Se c’è, qual è il momento esatto in cui hai la percezione della buona riuscita di un tuffo?

“Quando senti che sei entrata perfettamente dritta ahaha no scherzo, non solo quello, ma alcune volte, quando sei completamente assorta nella gara, completamente concentrata, Io e la mia Mental Coach Eva Rosenthal, lo chiamiamo “il flow”, ovvero quando sei talmente concentrato che tutto il resto scompare,  ecco quando sei in quello stato, sai già che farai un tuffo ottimo.”

Tutti vogliono saperlo, dove va il pensiero in quei millesimi di secondo prima del lancio?

“Tutti pensano che chissà cosa ci passa per la testa nei momenti prima di eseguire un tuffo, ma in realtà meno pensieri hai meglio è. Io personalmente penso solo ad una cosa, ovvero mi dico: “tranquilla”. “

Ciabatte, asciughino, riti scaramantici, occhi aperti, quale altro rito hai?

“Noi tuffatori siamo perfezionisti, ripetiamo lo stesso esercizio fino allo sfinimento, come possiamo non avere dei riti scaramantici ahahah”. Prima di andare in gara, passo al bagno e mi guardo allo specchio, dicendomi “tu ce la fai!”, successivamente prima di salire sul trampolino, le ciabatte devono essere perfettamente allineate e possibilmente nelle stesso posto in ogni singolo tuffo, poi una volta salita, arrotolare la pelle in un certo modo e lanciata in quel punto preciso, guardo il mio allenatore negli occhi e poi posso partire. Si siamo pazzi.”

Un salto mortale e mezzo rovesciato con un avvitamento e mezzo…ricordi questo annuncio? In tre parole descrivi la tua emozione.

“Sì, me la ricordo benissimo, e mi ricordo pure che lo speaker si è sbagliato a pronunciare il tuffo e ha dovuto ripeterlo, mi stavo innervosendo perché non vedevo l’ora di fare l’ultimo tuffo per uscire e vedere la classifica. Emozioni? Non ne avevo prima del tuffo, ero troppo concentrata… dopo il tuffo, invece, troppe.”

Elena Bertocchi, qual è il tuo sogno?

“Il mio sogno è andare di nuovo alle Olimpiadi.”

 

Elena Bertocchi

Articolo a cura di Milena Morselli e Rita Barbarossa

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