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Dj si nasce, Greta Tedeschi!

DJ si nasce, Greta Tedeschi!

Con lei qualcosa è cambiato. Il mondo della notte in Italia ha avuto una chiave di svolta anche grazie a lei. La console è roba per donne!

1994, Torino. Il destino della dj italiana più famosa al mondo era già scritto in una foto. Professionalità, tecnica, empatia, Greta Tedeschi eclettica, un fiume di energia. Della notte ne ha fatto il suo regno. Electro, house, dance, l’adrenalina è in console con Greta. Eletta da Djanemag fra le Top 100 donne dj migliori e promettenti al mondo, a 17 anni scelse questa vita.

Una vita che nasce con un dolore personale. Le donne di famiglia, il suo rifugio. Una vita in salita, fatta di gavetta, di feste liceali e serate non pagate. In un’ambiente ostinatamente maschile, si è lanciata lo stesso. Non ha aspettato la chiamata di Dio, ma è andata lei a prendersela, muovendosi, suonando in tutta Italia, nei club più importanti, poi Asia, Nepal, India, Vietnam, Indonesia, Cina, Equador e molti altri, arrivando sui palchi di artisti internazionali come Nervo, Martin Garrix, e poi i complimenti di David Guetta e Oliver Heldens.

Importanti collaborazioni: Samuel Storm, Axel, Annalisa Forti e una discografia di successo: Dreamer, Patrick Swayze sono solo alcune. La sua energia e la sua professionalità hanno vinto su tutto il resto, sui pregiudizi, sull’essere una bella donna bionda e mora, capace di intrattenere mixando qualcosa che va al di là di una traccia musicale, perché Greta Tedeschi, dietro il quadrato della sua console, sente chi ha davanti, interagisce, coglie e crea sul momento, si fa guidare e guida, come solo la forza di una donna può fare. Una donna che non ha mai smesso di fare il soundcheck prima di esibirsi.

La storia di una ragazza che, malgrado tutto, ha realizzato il suo sogno e ne ha fatto anche un bel libro “La prima chiave”. In radio dà voce alle donne dj italiane, un bell’esempio. Nell’intervista si racconta con la sincerità che la contraddistingue.

Non c’è modo migliore di conoscere la dj Greta Tedeschi se non quello di leggere il suo libro “La prima chiave”. Ti sei raccontata con sincerità, parli in modo chiaro dell’industria discografica di oggi. Molti giovani che si avvicinano alla musica e non solo dovrebbero leggerlo. Cosa ti senti di dire a loro?

“I sogni sono come le stelle, quando le guardi sono sempre lá. Dico ai giovani d’oggi che vogliono fare musica di provarci! E che se vogliono realmente spaccare di non avere un piano B”.

Le persone ballano euforiche davanti ai tuoi occhi: la bolgia, l’assembramento… Incitare e intrattenere le folle è nel tuo DNA, cosa ti scatta dentro intimamente? Prova a descrivercelo.

“Nel mio intimo cerco di concentrarmi per far vivere alle persone una bella serata tramite la musica. Studio i miei set come se dovessi a tutti gli effetti fare uno spettacolo e non sono un dj set”.

Della nostra città hai nominato il Numa di Bologna come una tra le esperienze italiane più emozionanti. Quando capisci e da cosa, che la serata, detta alla bolognese, prende una bella piega?

“Se fuori dal locale prima che aprano c’è una bella coda allora sarà una bella serata. Più persone ci sono più per me è divertente esibirmi”.

Un mondo di uomini quello della notte e dei dj. Quante volte ti sei sentita dire: “Ecco la bionda. Questa non sa suonare…questa crasha l’impianto. Cosa non dovrebbe mai fare chi ti affida la console in un locale? Cosa manda in over il tuo impianto cerebrale?

“Non sopporto avere persone in console. Mi muovo parecchio e appena arrivo faccio liberare la console e togliere bicchieri drink bottiglie e altro. Non sopporto una console disordinata o con drink dei dj o organizzatori a metà. In compenso bevendo solo acqua non devono mai mancare 2-3 bottigliette d’acqua”.

Stare sui palchi del mondo insieme ai tuoi idoli e i loro complimenti ti ha fatto dire ce l’ho fatta? Dei tuoi idoli chi ti ha emozionato di più e chi ti ha influenzato maggiormente?

“Non ho dei veri e propri idoli, semplicemente stimo alcuni miei colleghi italiani e non. Non ho qualcuno in particolare che influenza i miei dj set o i brani che produco. Penso che la musica sia contaminazione continua quindi mi ispiro a sonorità nuove se mi piacciono non importa di chi siano”.

A che ora e come fa colazione una dj come te?

“Non faccio colazione ahaha”.

Nel libro non potevano passare inosservati i tuoi flirt pittoreschi con due calciatori di serie A. Scherzando potremmo dire…storie da ”Tronista” come il titolo di una tua canzone provocatoria nei confronti dei fenomeni mediatici strapagati, nonché una tua stalker. Social, apparenza, tu sai gestire bene tutto questo, come fai?

“I social sono un buon modo per comunicare e mi piace gestire personalmente i miei social malgrado abbia fondato da anni un’ agenzia di comunicazione e marketing”.

Se fossi un film il titolo sarebbe: “Agente segreto Greta Tedeschi, Missione Dj”, tra i drink e i decibel, quanto c’è di “socialmente utile” nel mestiere che fai?

“credo che far divertire le persone sia molto utile. Altrimenti ci sarebbe ancora più gente frustrata e stressata. Ogni tanto bisogna andare in off e divertirsi”.

Cresciuta dalla mamma, la nonna e il nonno, hai conosciuto tuo padre a 18 anni tramite una chat di Facebook. Cosa ti ha insegnato questo dolore? Sei riuscita a goderti il successo anche come rivincita morale? Quanto ti ha aiutato e cambiato la musica?

“Essere una Dj affermata nel mio paese e non solo mi ha aiutata ad essere più sicura di me stessa e di farmi passare l’ansia di essere accettata o giudicata. Quando ho conosciuto mio padre, alla fine oltre alla curiosità di vederlo non mi è rimasto nulla. Ho soddisfatto la mia curiosità e vado avanti nella vita come ho sempre fatto. A 5 anni mi mancava non oggi”.

Da bambina avevi problemi di socializzazione e oggi ti definisci un’asociale cronica, forse osservare dall’alto della console ti aiuta a prendere le distanze da un mondo che vorresti più buono e più giusto?

“Mi piace avere una sorta di distanza dalle persone ma allo stesso tempo sono la stessa persona che si getta nella folla. Osservare tutto dall’alto serve solo per capire quando le persone ovvero la pista risponde e si diverte ballando la tua musica. Sarebbe bello un mondo più giusto, nel mio mi ritengo una persona con molti valori”.

La preparazione per la serata, trucco e parrucco da professionista, raccontaci come scegli i vestiti?

“Per l’outfit rigorosamente scarpe da Ginnastica rialzate, pantaloncini e body. spesso mi vesto di viola oppure nero. Non mi trucco quasi, da sempre non sono un’amante dei ceroni e i capelli rigorosamente al vento Molto wild”!

Suonare per te non è un modo di sfogarti ma di esprimerti. Troviamo sia una bella frase e abbiamo scovato che sei un sagittario, voglia di stupire. In cosa ti senti originale come dj? Una freccia che mira in alto, dove vuole arrivare Greta Tedeschi?

“Musicalmente parlando ho in progetto di fare dei remix mashup di brani rap in chiave progressive house e tech house. Una cosa che manca in Italia. L’8 agosto uscirà “Senza benzina” un remake di un pezzo di Domiziana e Guè Pequeno. Greta Tedeschi dove vuole arrivare? Non bisogna mai sentirsi arrivati. È necessario avere sempre voglia di fare musica nuova rinnovarsi crescere musicalmente come artista e come persona”.

A 17 anni al tuo primo dj set hai detto: “è questo il lavoro che farò” ed hai notato una luce negli occhi che prima non c’era, oggi la vedi sempre quella luce quando ti guardi negli specchi dei bagni dove suoni?

“Ora mi faccio i selfie negli specchi dei bagni dei camerini delle camere di hotel o dei bagni degli aerei. Vedo una greta più forte e sicura della Greta 18 enne”.

Che la grinta sia sempre con te e sperando di poterti un giorno ammirare dal vivo, i nostri sinceri complimenti alla donna e alla dj che sei.

 

 

Le interviste delle bolognesi Milena Morselli e Rita Barbarossa

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